Un giorno a Venezia con i Dogi

Che il doge di Venezia, dal momento della sua nomina a quello della sua morte (la massima carica dello Stato veneziano era anche l'unica che durava tutta la vita), risiedesse a Palazzo Ducale non è certo un segreto, e ancora oggi la Casa veneziana del Potere per antonomasia mostra ai tanti visitatori le sale in cui il governo della Repubblica esercitava il suo influsso sul mare e sulla terraferma retrostante, ma anche gli appartamenti privati del doge, ormai svuotati delle loro funzioni ma percorribili all'interno dei percorsi museali.

Ciò che forse è meno noto è quali siano i luoghi che il doge – spesso accompagnato dalla dogaressa – visitava nel corso del suo mandato; quali celebrazioni esigevano la sua presenza, in quali posti della città e perché. Ma anche quali siano e dove si trovino, in giro per Venezia, le raffigurazioni dei dogi, generalmente occultate all'interno di altre opere per aggirare il divieto di avere una propria immagine esposta in un luogo pubblico, visto che la Serenissima non ammetteva il culto della personalità.

E poi, dove sono sepolti i dogi? Hanno davvero tutti delle tombe sontuose? E dove abitavano, prima di essere eletti? Facendo parte delle famiglie più facoltose della città, i loro palazzi sono ancora in buona parte visitabili, essendo divenuti uffici pubblici oppure alberghi in cui l'accesso è possibile e nei quali – talvolta – anche le atmosfere sono rimaste inalterate.

Da ultimo, anche le strade di Venezia recano la memoria viva delle tante famiglie che ne governarono i destini per più di un millennio. E se da questa mappatura tutta fisica, organica, palpabile, mancano i dogi appartenenti alle famiglie più antiche – i Candiano, i Partecipazio, i Tribuno, gli Anafesto, gli Ipato, i Flabanico, i Tradonico... le cui vestigia materiali sono perdute o poco visibili, fatta salva la teoria dei loro ritratti effettuata da domenico Tintoretto nella sala del maggior consiglio tra il e il – troveremo invece tra queste pagine i Contarini, i Mocenigo, i Correr, i Sagredo, i Marcello, i Valier, i Venier e molti altri, che attraverso le pietre, i dipinti, le dimore rimaste hanno ancora molto da raccontare di una Venezia che ne porta impresse le tracce.