La Venezia segreta dei dogi

Chi furono i dogi di Venezia? Di sicuro non furono dei re o degli imperatori; ma nemmeno sono assimilabili a prìncipi (malgrado l’appellativo di “Serenissimo Principe” che presero da un certo momento in poi) né a qualsiasi altra figura di potere che la storia ci rimandi – marchese, conte, duca (a dispetto della radice comune del nome) – non derivando il loro governo da un asse ereditario padre-figlio, che poteva servire al massimo a garantirsi il diritto di partecipare a una elezione. Se ne parla diffusamente nel nuovo libro di Alberto Toso Fei, “La Venezia segreta dei dogi”, in uscita giovedì 29 ottobre, che la casa editrice Newton Compton ha scelto come strenna natalizia “veneziana”.

Il doge di Venezia è una delle figure istituzionali più complesse della storia moderna, per la maniera in cui veniva identificato in una moltitudine e per il suo essere a un tempo sovrano e servitore dello Stato, controllore di una società evoluta – compatibilmente con i limiti posti dalla Storia – e controllato da un fitto sistema istituzionale che non permetteva derive autoritarie. In qualche modo l’antesignano della figura contemporanea di un presidente eletto democraticamente.

Il libro rimanda così alle storie, personali e pubbliche, di centoventi persone che il destino – o una ferrea volontà – posero a capo di una delle maggiori potenze del mondo, capace di traghettarsi dalla fine dell’Impero romano fin quasi ai giorni nostri: persone con pulsioni, desideri, capacità politiche e diplomatiche molto diverse, come spesso furono diverse le loro aspirazioni e i loro sogni. Con un denominatore unico, però: quello di accrescere il prestigio e il potere dello Stato del quale si trovavano a essere il vertice e lo strumento di comando.

“La Venezia segreta dei dogi” - che esce nella collana Misteri Italiani Newton - si propone di esplorare alcuni aspetti storici e curiosi di vita veneziana – indulgendo volentieri nell'ambito del leggendario e non illudendosi di poter esaurire in poche pagine un millennio e mezzo di storia – a partire dalla figura del doge, senza limitarsi alla massima autorità dello stato veneziano, ma estendendo il più possibile “l’esplorazione” a ogni settore: descrivendo dei banchetti dogali rimasti nella memoria si aprirà uno spaccato sulla cucina veneziana; parlando di un doge morto di “troppe cure” inflitte dai suoi medici si accennerà alla scuola medica e anatomica veneziana e così via, nell'intento – tutt’altro che peregrino – di dimostrare come Venezia e i suoi dogi furono una cosa sola, dal momento che furono l’espressione più alta della vita della città in ogni periodo storico la Serenissima si sia trovata ad attraversare nella sua lunga vicenda all’interno della più vasta esperienza della civiltà umana.

Alberto Toso Fei
LA VENEZIA SEGRETA DEI DOGI
Newton Compton Editori
280 pagine, illustrazioni B/N
prezzo di copertina euro 12,90