forse non tutti sanno che a Venezia

Cosa può rimanere da raccontare, ancora, di una delle città più letterariamente esplorate del pianeta? Una delle più rivelate, fotografate, riprodotte, pubblicate. Una città sulla quale esistono anche dei libri che parlano esclusivamente dei battenti delle porte? Apparentemente, nulla. Apparentemente.

Perché in realtà Venezia sembra essere stata costruita per stupire. Ogni sua pietra nasconde una storia; dietro a ogni angolo si cela una sorpresa che aspetta solo di essere scoperta. Ma non è solo questo: sembra quasi che la città, nella sua voglia di farsi scoprire, e scoprire, e scoprire ancora, abbia anche una voglia costante di non deludere, di appagare i visitatori curiosi; di ammaliarli facendogli intuire ciò che si nasconde oltre i veli della bellezza di cui è portatrice per catturarli per sempre, farli suoi nel suo donarsi.

Forse non tutti sanno che a Venezia... si propone di esplorare quegli aspetti inconsueti, nascosti, inediti e curiosi di una città della quale si ritiene di conoscere già molto, se non tutto. Scopriremo così che oggi Venezia potrebbe essere a Costantinopoli; che diverse parole di uso comune in Italia e nel mondo sono nate tra le sue calli; che vi fu girata la prima sequenza cinematografica in movimento della storia e che fu protagonista di mille primogeniture: il primo copyright, il primo Ghetto, il primo casinò, il primo libro tascabile, la prima donna laureata, il primo bombardamento aereo mai avvenuto...

Scopriremo che forse i primi a sbarcare in America furono due veneziani e che Stalin fece il campanaro in laguna; che Giacomo Casanova si sarebbe dovuto fare prete e che Buffalo Bill fece un giro in gondola assieme agli indiani. La Venezia che ne emerge è fresca, divertente, inconsueta; molti degli aspetti descritti nel volume vi faranno esclamare: “ma dai!”. D'altronde, se non fosse così amata, non continueremmo a scrivere e a leggere di Lei.